
Genius loci e colore: l’anima curiosa di una designer
L’arredo non è decoro. Ma racconto. Gli interni sono l’anima di un volume; parlano di chi li vive a chi sa guardare. Ne è certa Floriana Rinaldi, pugliese di nascita ma marchigiana d’adozione, designer da oltre venti anni. Da sempre curiosa verso il mondo circostante e amante dell’arte, della pittura e dell’architettura ha tradotto, nel tempo, e negli studi, la sua passione in un’attività che svolge tra le Marche, il resto dell’Italia e l’estero.

«Questa professione sta avendo molto successo negli ultimi anni ma spero non sia una moda passeggera », spiega. È un lavoro, dice, che va oltre l’apparire, è fatto di anima e contenuti. Per Rinaldi, nasce da qualcosa di più profondo, intimo. Da ascolto e condivisione, sapere e conoscenza.
«Quando progetto – spiega – il racconto è plurale, un insieme di pensieri, esperienze, racconti, ricordi che si fondono tra me e la committenza per creare una nuova visione. Credo nell’unicità di ogni persona e che tramuto in luoghi da vivere».

Nascono così i suoi interni per case, dimore, locali, bar, ristoranti, hotel, aziende. A cui si aggiunge la progettazione di arredi e oggetti. Come le “dame”, ad esempio, vasi ispirati alle donne della sua vita, e che ha esposto a Parigi alla Maison&Objet.
Il suo lavoro è ascolto e condivisione, dunque. «Amo progettare a mano libera, il primo approccio parte sempre da schizzi a matita. Ci vuole curiosità, fantasia, sensibilità. Si progetta per sottrazione, forma e materia dialogano per cucire funzioni e creare continuità. Arredi, oggetti e particolari hanno il sapore di unicità. Sempre attenta a trattare con cura e rispetto il genius loci dello spazio stesso».


E poi l’importanza del colore. «I miei progetti si distinguono per il colore, un match tra personalità e unicità. Sono affascinata dai toni della natura dai quali spesso traggo ispirazione e adoro le palette cromatiche di Wes Anderson».
Ed ancora. A rendere unici i suoi progetti c’è la collaborazione con gli artigiani. «Ogni arredo è progettato e realizzato su disegno, mobili e oggetti dal sapore unico e prezioso». E tra le collaborazioni con i professionisti locali, quella anche con Natalucci. «Con loro – spiega Rinaldi – ci conosciamo ormai da tanti anni, direi quasi dai miei inizi in questo settore. Abbiamo collaborato per il loro show-room e per lavori anche a livello nazionale. Tra i più importanti, il progetto del ristorante “Acqua Salata“, una bellissima collaborazione. Siamo cresciuti insieme in un certo senso, con ascolto, dialogo e stima».
